Spesso, quando si pensa ai finanziamenti per le aziende in difficoltà, la prima cosa che salta alla mente è il fallimento. Tuttavia, queste particolari sovvenzioni possono aiutare la tua azienda in molteplici situazioni, non solo in caso di scarse vendite. Ricorda che anche i più grandi pionieri hanno affrontato alcuni insuccessi!
I capitali derivanti da alcuni strumenti possono anche sostenere la crescita della tua attività, consentirle di superare un momento di crisi o più semplicemente investire in nuove infrastrutture tecnologiche.
Gli imprenditori sono già oberati di impegni, quindi non sempre riescono a trovare le giuste informazioni per sostenere le loro attività. Ma dedicare del tempo allo studio degli aiuti disponibili può essere molto utile nel momento del bisogno e non solo.
In questo articolo scoprirai quali sono i principali finanziamenti per le aziende in difficoltà, oltre alle informazioni principali per capire le varie tipologie di sovvenzioni disponibili e quando chiederle per la tua azienda.
Principali tipologie di finanziamenti per le aziende in difficoltà
In un contesto di difficoltà o rinnovamento aziendale, è fondamentale individuare gli strumenti di finanziamento giusti. In caso di crisi vera e propria, l’obiettivo non sarà incrementare la capacità produttiva, bensì preservare continuità e sostenibilità futura.
Nell’attuale contesto economico, i finanziamenti per le aziende in difficoltà si dividono in tre grandi categorie:
Finanziamenti a fondo perduto
I finanziamenti a fondo perduto sono contributi pubblici concessi senza un obbligo di restituzione. Tuttavia, sussistono pochi strumenti di questo tipo a copertura di crisi aziendali conclamate. In questi casi, è spesso necessario un piano economico-finanziario o un business plan che dimostri la capacità di ritorno alla redditività dell’azienda.
Inoltre, le normative europee sugli aiuti di Stato consentono il ricorso a questi strumenti solo se la crisi è temporanea e in presenza di un piano di risanamento concreto, in grado di riportare l’azienda a una gestione sostenibile nel medio periodo.
Sovvenzioni con garanzia statale
In caso di difficoltà economica o perdite pregresse, le sovvenzioni con garanzia statale costituiscono la forma più diffusa di sostegno alle imprese. Mediante questi strumenti, lo Stato non concede denaro all’impresa, ma si assume il rischio creditizio, agevolando così per l’imprenditore l’accesso al mercato dei prestiti. Il vantaggio di queste forme di finanziamento per le aziende in difficoltà risiede nella riduzione del costo del capitale, oltre che nella maggiore probabilità di ottenere nuova liquidità. Spesso questi strumenti devono essere accompagnati da piani specifici di risanamento o ristrutturazione, che coinvolgono appositi professionisti o nuovi investitori.
Ricapitalizzazioni
Accanto alle forme di finanziamento con garanzia pubblica, esiste il modello delle ricapitalizzazioni con intervento pubblico e privato. Queste agevolazioni sono tipiche dei fondi di salvataggio o dei programmi speciali destinati a imprese considerate strategiche per il territorio o l’occupazione.
Anche in questo caso, lo Stato non concede alcun prestito ma entra in modo temporaneo nell’azienda in difficoltà, acquistando quote di minoranza, così da condividere rischi e prospettive future. L’obiettivo è mantenere l’attività in produzione, salvaguardare i posti di lavoro e attrarre al contempo nuovi soci o investitori.
Finanziamenti per le aziende in difficoltà in Italia
Dopo l’ingresso nell’Unione europea, l’Italia ha adottato un approccio più attento ai finanziamenti per le imprese, eliminando del tutto gli “aiuti a pioggia”. Infatti, il sostegno per le aziende oggi avviene mediante strumenti molto selettivi e orientati alla sostenibilità e crescita futura:
- Fondo Salvaguardia Imprese
- Fondo di Garanzia per le PMI
- Finanziamento agevolato per la realizzazione di soluzioni ecommerce
Fondo Salvaguardia Imprese
Il Fondo Salvaguardia Imprese è uno degli strumenti pubblici più importanti per il supporto alle aziende italiane in difficoltà. Questo strumento è stato istituito al fine di preservare la continuità aziendale e tutelare l’occupazione. Il fondo agisce acquisendo partecipazione di minoranza nel capitale di rischio di imprese in difficoltà, le quali devono comunque presentare un piano dettagliato di ristrutturazione volto a conseguire gli obiettivi del fondo.
Questa forma di aiuto statale è stata istituita con il Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 43. La dotazione iniziale del fondo era di 300 milioni di euro, oggi incrementata con diversi interventi, anche a opera di Invitalia, il soggetto titolare della gestione.
Possono accedere al fondo le aziende in difficoltà che:
- siano titolari di marchi storici di interesse nazionale con numero dipendenti superiore a 20;
- siano società di capitali con numero di dipendenti superiore a 250;
- detengano beni e rapporti aventi rilevanza strategica per l’interesse nazionale (a prescindere dal numero di occupati).
La domanda va presentata a Invitalia tramite procedura che precede la candidatura online sul portale dedicato, l’invio della documentazione richiesta e, in caso di SRL, SPA o società di persone o capitali, l’eventuale delibera sull’ingresso nel capitale sociale di quote di minoranza.
Se la documentazione è conforme e l’analisi di Invitalia dà esito positivo, lo Stato interviene con strumenti di equity o quasi-equity, affiancando capitali privati o soci storici in un percorso di rilancio. L’azienda beneficiaria rimane responsabile della gestione, ma deve rispettare le condizioni previste dall’accordo con Invitalia. L’intervento complessivo per singola operazione non può superare i 30 milioni di euro, mentre il periodo di investimento è limitato a 5 anni, con condizioni di uscita da definirsi già nell’ambito dell’accordo di investimento.
Fondo di Garanzia per le PMI
Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese costituisce lo strumento più diffuso per sostenere la liquidità delle imprese italiane in difficoltà. Si tratta di un meccanismo di risk sharing istituito dalla Legge 662/1996. Il Fondo non prevede l’erogazione di contributi diretti, ma offre garanzie pubbliche su finanziamenti bancari, riducendo il rischio per gli istituti di credito, così da semplificare l’accesso al credito per le aziende con limitata capacità finanziaria.
Il Fondo permette di ottenere finanziamenti destinati alla gestione dell’inventario, al pagamento dei fornitori, al consolidamento del debito o alla realizzazione di nuovi investimenti finalizzati al rilancio. Lo strumento copre diversi settori produttivi italiani, dalla moda, all’edilizia, fino al settore agroalimentare.
Anche in questo caso, in conformità al Regolamento UE n. 651/2014, il Fondo interviene solo per sostenere aziende dotate di un piano di ristrutturazione preciso, in grado di evidenziare le prospettive e le azioni future dell’azienda in difficoltà.
Le imprese possono richiedere l’accesso al fondo in questione tramite una banca o un intermediario bancario. Il Fondo, finanziato anche da risorse europee, non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente. Tutte le condizioni, ivi compresi i tassi di interesse, sono infatti lasciate alla contrattazione tra le parti. Quindi, se intendi attivare questo aiuto statale, è bene rivolgerti prima alla banca con cui hai sottoscritto il tuo conto corrente aziendale, così da interpellare un soggetto che conosce già la storia creditizia della tua azienda, nella speranza di ottenere condizioni di rimborso più favorevoli per la tua situazione.
Finanziamento agevolato per la realizzazione di soluzioni ecommerce
Questo finanziamento agevolato si prefigge l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese italiane nel settore dell’ecommerce. Lo strumento è destinato alla realizzazione di progetti di investimento digitali per:
- la creazione di una piattaforma ecommerce di proprietà;
- il miglioramento o lo sviluppo di una piattaforma già esistente;
- l’accesso a una piattaforma di terzi con la creazione di un proprio spazio/store.
Questa agevolazione prevede una durata totale di 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento. L’importo massimo finanziabile è di 500.000 € e non può essere superiore al 20% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi 2 bilanci depositati. SIMEST, ente gestore del finanziamento, offre un portale online per la presentazione delle richieste.
Questo finanziamento agevolato è lo strumento ideale se hai già creato il tuo negozio online e desideri affacciarti al mondo dei grandi marketplace. Se non hai ancora una presenza online, Shopify offre strumenti avanzati per creare in pochi clic il tuo negozio online e iniziare a vendere nella massima semplicità.
Linee guida UE per aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione
Le Linee guida UE per aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione (Comunicazione 2014/C 249/01, prorogata fino al 2026) costituiscono il quadro giuridico fondamentale per autorizzare interventi pubblici per imprese in difficoltà. La normativa mira a limitare distorsioni competitive, prevenendo fenomeni di “aiuti impropri”, in modo da sostenere solo le attività che possono vantare un futuro industriale.
Il principio su cui si basa l’intera disciplina è che i finanziamenti per le aziende in difficoltà devono essere eccezionali, temporanei, proporzionati e destinati solo a imprese con prospettive concrete di rientrare sul mercato.
L’Unione europea prevede due tipologie distinte di intervento:
- Aiuti al salvataggio: misure urgenti e di breve durata per garantire la continuità operativa e la salvaguardia dei posti di lavoro.
- Aiuti alla ristrutturazione: interventi più strutturali, che possono comprendere prestiti agevolati, garanzie, agevolazioni fiscali temporanee, acquisizioni pubbliche di quote societarie o altri strumenti di quasi-equity.
Secondo la disciplina europea, questi aiuti devono sempre basarsi sul principio del contributo proprio, vale a dire che l’impresa deve comunque sostenere parte dello sforzo economico, introducendo capitali privati o rinunciando ai dividendi. Inoltre, l’intervento pubblico deve sempre prevedere un ritiro graduale dello Stato, il quale non può mantenere un ruolo permanente nella proprietà o nella gestione dell’impresa.
Finanziamenti privati per le aziende in difficoltà
Nonostante l’attenzione sia spesso rivolta agli aiuti pubblici, esistono strumenti privati di finanza recuperativa che agiscono perlopiù sulla ristrutturazione del debito e sulla liquidità di esercizio. A differenza degli interventi pubblici, queste misure sono regolate dal mercato del credito e si basano su valutazioni di rischio e sostenibilità futura.
In presenza di crisi temporanee o tensioni finanziarie, le banche spesso propongono prestiti di ristrutturazione, consolidamento del debito, rinegoziazione dei finanziamenti e aperture di linee di credito garantite. In molti casi, è possibile rinegoziare finanziamenti già in corso, posticipando le scadenze o riducendo i costi, a fronte di un business plan credibile che dimostri come l’azienda tornerà a generare margini nel breve-medio periodo.
Oltre alle banche, anche i confidi (consorzi di garanzia) giocano un ruolo fondamentale nel sostenere le imprese italiane. Questi consorzi, spesso collegati alle Camere di Commercio, svolgono attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi nei confronti di piccole e medie imprese o dei liberi professionisti associati, al fine di favorirne l’accesso al credito di banche e altri intermediari finanziari (art. 13, comma 1, del D.L. n. 269/2003).
Infine, anche le Camere di Commercio sostengono le aziende in difficoltà con bandi territoriali, voucher per servizi di consulenza e contributi sugli interessi dei finanziamenti bancari.
Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)
L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (o ISCRO) è una misura introdotta con la Legge di bilancio del 2021 e confermata negli anni successivi. Lo strumento mira a sostenere i lavoratori autonomi in regime di partita IVA iscritti alla Gestione separata dell’INPS che attraversano una fase di difficoltà reddituale. Pur non trattandosi esattamente di un finanziamento per le aziende in difficoltà, può comunque sostenere a livello reddituale gli imprenditori individuali che stanno attraversando un periodo di crisi economica.
Per accedere all’ISCRO, l’imprenditore con partita IVA deve rispettare alcuni requisiti fondamentali:
- Essere titolare di partita IVA aperta da almeno 3 anni.
- Essere iscritto alla Gestione separata dell’INPS
- Non beneficiare di altri ammortizzatori (come assegni sociali o pensioni)
- Aver subito, nell’anno precedente alla domanda, un calo del reddito professionale superiore al 50% rispetto alla media dei tre anni precedenti.
- Aver dichiarato un reddito inferiore alla soglia prevista dalla legge.
- Essere in regola con imposte e versamenti contributivi.
L’erogazione dell’indennità avviene per 6 mesi e corrisponde al 25% del reddito dichiarato. Gli importi minimi e massimi sono stabiliti a cadenza annuale dall’INPS. La richiesta va presentata tramite il portale INPS.
Vediamo un esempio concreto di chi può accedere allo strumento. Supponiamo che tu gestisca un ecommerce di candele. Nei primi tempi, il tuo negozio ottiene ottimi risultati: grazie alla tua community Instagram e ai regali di Natale, il tuo reddito oscilla tra 8.700 e 10.600 euro, con un fatturato che in alcuni anni supera anche i 30.000 euro.
Tuttavia, l’ultimo anno è stato difficile: l’aumento dei costi di spedizione e le scarse performance delle tue campagne social, hanno ridotto il tuo margine di profitto. A fine anno, il reddito professionale si attesta a 3.600 euro, meno della metà della media dei tre anni precedenti (circa 9.600 euro). In uno scenario del genere, l’ISCRO ti permetterebbe di ottenere un sostegno economico temporaneo, utile anche per riorganizzare il tuo business con strategie di ottimizzazione della SEO, inserimento di prodotti stagionali e strategie di marketing mirate.
Altre strategie per uscire da una crisi
Oltre ai finanziamenti per le aziende in crisi, esistono alcune strategie che possono aiutarti a superare lo tsunami di una difficoltà economica. In primo luogo potresti analizzare e rivedere il tuo modello di business, cercando di individuare i motivi per cui la tua attività è arrivata a un punto di crisi. Potresti adottare un modello basato su abbonamento per i tuoi prodotti, in modo da ridurre le spese operative.
Prendi in considerazione l’idea di effettuare analisi di mercato approfondite e trovare un mercato di nicchia più redditizio per i tuoi prodotti o servizi. Puoi anche pensare a un reddito secondario da reinvestire nella tua attività.
Dal punto di vista strutturale, puoi provare a ridurre alcuni costi operativi, introducendo nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. Se produci direttamente i tuoi prodotti, rivolgiti a servizi di outsourcing per valutare i possibili risparmi. Un altro modo per ridurre i costi operativi può essere l’ottimizzazione della logistica, affidandoti a Shopify per le spedizioni, così da usufruire sempre delle migliori tariffe proposte dai principali corrieri di tutto il mondo.
In certi casi, è utile anche rivedere gli asset non strategici, rivendendo macchinari inutilizzati o cercando uno spazio in affitto più piccolo. Puoi anche capitalizzare le risorse immateriali della tua attività. Ad esempio, potresti sfruttare la proprietà intellettuale di un prodotto per creare ebook o corsi online specifici.
Un percorso di rilancio spesso richiede anche cambiamenti interni, come la modifica della struttura giuridica dell’azienda. Se, ad esempio, gestisci la tua attività come ditta individuale, il passaggio a una SRL o società in accomandita ti darebbe l’opportunità di attirare investitori, che entrerebbero come soci all’interno della tua azienda.
Infine, ricorda sempre l’importanza del dialogo con i creditori. Fornitori, banche, partner commerciali e potenziali soci prestano molta attenzione alla tua credibilità come imprenditore. Sparire e fuggire dai debiti danneggerebbe la tua reputazione, il che allontanerebbe potenziali investitori e istituti di credito. Cerca sempre di rinegoziare prestiti, finanziamenti e debiti, oppure cerca strumenti di consolidamento delle passività o dilazione dei pagamenti.
La crisi come momento di rinascita
Superare una crisi è un delicato processo di riequilibrio economico-patrimoniale. Per fortuna, esistono diversi finanziamenti per aziende in difficoltà che possono aiutarti a rivedere le tue strategie, in modo da lasciarsi alle spalle le difficoltà e proseguire nel tuo cammino verso il successo.
In situazioni difficili, puoi sempre appoggiarti a figure professionali esperte e contare sugli avanzati strumenti di gestione avanzata di Shopify. Grazie alla nostra piattaforma, puoi aumentare le tue vendite, gestire le finanze e tenere traccia degli obblighi fiscali da un’unica piattaforma intuitiva.
Finanziamenti per aziende in difficoltà: domande frequenti
I finanziamenti per aziende in difficoltà si rivolgono solo alle imprese prossime al fallimento?
No. Molti strumenti servono a prevenire crisi più gravi, sostenere una ristrutturazione o il rilancio. La crisi di un’azienda è una fase di squilibrio reversibile, in cui l’attività può tornare a essere redditizia grazie a interventi strategici, spesso supportati da finanziamenti pubblici o privati.
Lo Stato finanzia direttamente le imprese in crisi?
Nella maggior parte dei casi, la risposta è no. Alla luce delle normative europee, lo Stato non destina mai risorse dirette alle aziende, piuttosto offre garanzie sui prestiti. In questo modo, lo Stato assume il rischio al posto delle banche, semplificando l’erogazione del credito. Questo modello incentiva la continuità aziendale senza alterare la concorrenza, una logica alla base del Fondo di Garanzia PMI e di altri strumenti di sostegno.
Posso ottenere un finanziamento anche se ho debiti con fornitori o banche?
Sì, a condizione che la gestione della crisi coinvolga anche figure professionali specifiche. Le imprese con debiti possono accedere a forme di credito o di rinegoziazione del debito solo se presentano un piano di ristrutturazione, avviando un dialogo con i creditori.
Quali strumenti privati esistono oltre ai fondi pubblici?
Oltre agli interventi statali, un’azienda in crisi può affidarsi al sistema privato del credito, che può offrire strumenti come:
- Prestiti per ristrutturazione aziendale
- Consolidamento del debito
- Rinegoziazione dei finanziamenti
- Contributi sugli interessi delle Camere di Commercio
Esistono forme di sostegno per la crisi rivolte a imprenditori con partita IVA individuale?
Sì. Per i lavoratori autonomi esiste l’ISCRO, un sostegno al reddito in caso di forte calo degli incassi. Inoltre, se gestisci un ecommerce con partita IVA, sono previsti strumenti dedicati allo sviluppo digitale, spesso offerti mediante bandi regionali o nazionali per la crescita internazionale.
Qual è la prima cosa da fare quando l’azienda incontra difficoltà?
Prima di cercare uno strumento di finanziamento pubblico o privato, è bene capire i motivi alla base della crisi. Analizza il tuo modello di business, i margini di profitto, i costi operativi, la domanda e la struttura di governance in cerca di inefficienze e criticità. Solo dopo questa analisi potrai creare un piano di ristrutturazione credibile e preciso che ti permetterà di accedere ai finanziamenti per aziende in difficoltà e rilanciare la tua azienda in modo sostenibile per il futuro.





