La nascita dell'ecommerce può essere fatta risalire alla vendita di un CD di Ten Summoner's Tales di Sting l'11 agosto 1994. Questa transazione sicura ha segnato la prima vendita online al mondo e un cambiamento globale nelle abitudini di acquisto.
Oggi, l'ecommerce è alimentato da un sistema mondiale di tecnologie e piattaforme, dai costruttori di siti web AI ai gateway di pagamento e ai social media. Con le vendite ecommerce che si prevede supereranno i settemila miliardi di dollari nel 2026, il concetto di vendere prodotti online è diventato parte della vita quotidiana.
In questa guida scoprirai tutti i dettagli dell'ecommerce: come funziona, i principali modelli di ecommerce e i vantaggi della vendita online rispetto a quella tradizionale. Inoltre, scoprirai come creare un sito ecommerce e lanciare la tua grande idea.
Che cos'è l’ecommerce?
Ecommerce (spesso scritto anche e-commerce, eCommerce o "e commerce") è l'abbreviazione di "electronic commerce", in italiano commercio elettronico, una pratica commerciale che mette in contatto commercianti e acquirenti e permette l'acquisto di beni e/o servizi tramite internet.
Le transazioni per acquistare in modalità ecommerce vengono effettuate su un negozio online, un'app mobile o altri canali di vendita come social network, marketplace, piattaforme ecommerce, siti di affiliazione, siti di compravendita e altro ancora.
Il significato del termine si è evoluto nel tempo: alla sua nascita alla fine degli anni '70 indicava le transazioni commerciali elettroniche (come fatture e ordini), oggi include tutto l'insieme delle transazioni tra domanda e offerta che avvengono online, dallo shopping ai pagamenti elettronici, alle aste online, fino all’internet banking.
Secondo EcommerceItalia.info, il fatturato ecommerce in Italia nel 2024 ha raggiunto un valore totale di 85,4 miliardi di euro, con una crescita del 6% sul 2023.
Quando è iniziato l'ecommerce?
La prima transazione ecommerce è oggetto di dibattito, dato che alcune tecnologie ecommerce sono state sviluppate già negli anni '70.
La prima transazione online legale (pagina in inglese) è avvenuta con il suddetto album di Sting quando una persona ha venduto il CD a un’altra via internet, facilitando una vendita tra due soggetti distanti più di 500 chilometri. Da lì, l'ecommerce è esploso, con Amazon e eBay lanciati un anno dopo, seguiti da PayPal nel 1998.
Da allora, la tecnologia si è mossa velocemente per soddisfare le esigenze degli acquirenti. Piattaforme ecommerce come Shopify hanno reso il settore accessibile, permettendo alle aziende di vendere direttamente ai consumatori ovunque nel mondo.
Social commerce, pagamenti mobile e AI completano gli strumenti e le piattaforme ecommerce di oggi.
Normativa per la realizzazione di ecommerce in Italia
Il significato di ecommerce non si esaurisce con la transazione, ma coinvolge tutte le fasi della relazione tra acquirente e venditore online, quali strategie di marketing, il posizionamento sui motori di ricerca del sito web, lo scambio di informazioni legate alla vendita, il servizio clienti, e altro ancora.
La prima definizione normativa dell'ecommerce in Italia risale al 1997, ma le basi normative tuttora valide sono state fissate con il Decreto Legislativo 70/2003, volto a promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell'informazione, tra cui il commercio elettronico.
Il decreto contiene norme a garanzia dell'acquirente come:
- le specifiche sulla modalità di conclusione del contratto e l'inoltro dell'ordine
- l'obbligo per chi vende di emettere la ricevuta dell'ordine contenente un riepilogo delle condizioni generali di vendita applicabili al contratto
- una serie di informazioni relative al bene o servizio, al prezzo, ai metodi di pagamento, al diritto di recesso, ai costi di consegna e ai tributi applicabili.
Come funziona l'ecommerce?

L'ecommerce funziona attraverso una serie di piattaforme, strumenti e attività:
- Piattaforme ecommerce. I venditori scelgono una piattaforma di vendita online come un sito web, marketplace o social media per pubblicare i loro prodotti e permettere ai clienti di scoprirli e fare ordini.
- Processori di pagamento. I clienti pagano utilizzando metodi come carte di credito o portafogli digitali al checkout. Le transazioni sono protette da gateway di pagamento online.
- Evasione e consegna. I venditori preparano, confezionano e spediscono i prodotti ai clienti. Possono evadere gli ordini da soli o collaborare con un servizio di evasione che gestisce la spedizione. Per prodotti digitali come ebook o corsi online, il prodotto viene fornito tramite un portale o link di download.
- Servizi di supporto. Vari servizi e industrie supportano l'ecommerce, inclusi fornitori di prodotti, piattaforme pubblicitarie e app per ecommerce che aiutano i venditori a migliorare l'esperienza di acquisto.
Dove avviene l'ecommerce?
L'ecommerce si svolge in una varietà di spazi digitali, ognuno dei quali offre vantaggi per venditori e acquirenti. Ecco i principali canali dove avviene l'ecommerce:
Siti web ecommerce
I siti web ecommerce sono negozi online creati da brand o individui per vendere prodotti e servizi direttamente ai consumatori. Le piattaforme ecommerce come Shopify forniscono strumenti per costruire e gestire siti web ecommerce, dalla progettazione della vetrina all'elaborazione dei pagamenti.
Caratteristiche principali:
- Controllo da parte del venditore. I venditori hanno il controllo completo sul design del loro sito web, sull'esperienza del cliente e sui dati. Questo rende più facile costruire un brand e creare esperienze di acquisto adatte a un target market.
- Requisiti di marketing. I siti web ecommerce non hanno un pacchetto integrato di potenziali clienti. Sono i venditori a dover portare traffico ai loro negozi attraverso SEO, social media e altri tipi di marketing.
Marketplace online
Amazon, eBay ed Etsy sono esempi di marketplace online dove più venditori possono pubblicare i loro prodotti. Queste piattaforme sono visitate da grandi volumi di acquirenti, fornendo alta visibilità per le aziende.
Caratteristiche principali:
- Traffico integrato. I marketplace attirano vaste audience, fornendo ai venditori accesso a un flusso costante di consumatori, solitamente in cambio di una commissione.
- Accessibilità. I marketplace gestiscono molte parti tecniche dell'ecommerce, come design del sito web, hosting, elaborazione pagamenti e talvolta spedizione, il che può semplificare le operazioni per i venditori.
- Mancanza di branding. Vendere sui marketplace significa rinunciare a un po' di controllo su come il tuo brand appare ai consumatori. Inoltre, i dati dei clienti e delle vendite potrebbero non essere condivisi con i venditori.
Canali di vendita social
Piattaforme social media come Facebook, Instagram e YouTube includono funzionalità che permettono vendite dirette attraverso post, annunci e vetrine social. Le piattaforme di social selling integrano l'ecommerce nell'esperienza di navigazione social.
Caratteristiche principali:
- Coinvolgimento del pubblico. Le piattaforme social hanno grandi audience segmentate in base a insight approfonditi, il che riduce il costo di trovare clienti potenziali.
- Integrazione facile. La vendita può essere integrata nella gestione dei social media, rendendola un'estensione naturale delle strategie di marketing sui social media.
- Dipendenza dall'algoritmo. Le vendite social sono spesso dettate dalla presenza social di un venditore, con regole e algoritmi della piattaforma che determinano la loro visibilità e successo.
Molti venditori online utilizzano canali di vendita multipli per raggiungere più clienti.
Metodi di pagamento dell’ecommerce
I consumatori possono effettuare acquisti online in diversi modi. Ecco alcuni dei metodi di pagamento per i negozi ecommerce:
- Accettare carte di credito e debito attraverso un processore di pagamento come Shopify Payments
- Piattaforme di pagamento di terze parti, come PayPal
- Portafogli mobili come Apple Pay, Google Pay e Shop Pay
- Servizi compra ora, paga dopo (Buy Now Pay Later - BNPL)
- Fatturazione ricorrente per prodotti e servizi in abbonamento
- Pagare in negozio dopo aver ordinato online con un sistema POS come Shopify POS
I venditori ecommerce offrono regolarmente ai consumatori vari modi di pagare integrando diversi di questi metodi di pagamento nel loro sito web o canale di vendita.
Tipologie di ecommerce
Le diverse tipologie di business ecommerce identificano la relazione tra acquirenti e venditori. I modelli di business online più comuni includono:
Direct to Consumer (DTC)
Un modello direct to consumer si applica quando le aziende vendono beni o servizi direttamente ai clienti, piuttosto che attraverso un rivenditore o distributore.
Molte aziende ecommerce DTC gestiscono tutto, dalla creazione di un prodotto alla consegna a casa tua. Per esempio, un brand di calzature online potrebbe progettare, vendere e spedire sneakers direttamente ai clienti.
L'ecommerce ha reso più facile e conveniente per i venditori entrare in contatto direttamente con gli acquirenti. Molti venditori DTC sono aziende native digitali che operano esclusivamente online.
Business to Business (B2B)
Un modello business to business riguarda un'azienda che vende beni o servizi a un'altra. Per esempio, un'azienda software potrebbe vendere licenze tecnologiche a una piccola impresa, o un brand di biancheria da letto potrebbe fornire lenzuola a un hotel.
L'ecommerce permette alle aziende di ripensare il modello B2B, incorporando strategie normalmente usate nel DTC, anche combinando vendite B2B e DTC in un singolo negozio online.
Consumer to Consumer (C2C)
Un modello consumer to consumer si applica quando un individuo vende beni o servizi direttamente a un altro. Per esempio, qualcuno potrebbe vendere un divano usato a un'altra persona attraverso un marketplace online o sito di vendita.
Questo modello ha successo su piattaforme ecommerce che abilitano scambi peer to peer, come Facebook Marketplace, eBay ed Etsy. Le persone che acquistano e vendono regolarmente prodotti online possono diventare rivenditori e passare a un modello business to consumer (B2C).
Come creare un ecommerce?
Se hai deciso di avviare un'attività online, inizia scegliendo una piattaforma ecommerce per dare vita alla tua idea. Segui questi passaggi per lanciare un ecommerce:
- Trova un'idea. Cerca opportunità di prodotto, audience non sfruttate o lacune di mercato per trovare la tua nicchia.
- Fai ricerca di mercato. Analizza la tua concorrenza facendo una ricerca di mercato.
- Scrivi un business plan. Se stai cercando finanziamenti, è essenziale creare un business plan completo.
- Sviluppa un brand. Scegli un logo e un nome aziendale per costruire il tuo brand.
- Crea un negozio online. Imposta il tuo negozio, personalizza il tuo sito e aggiungi le tue inserzioni di prodotto.
- Scegli una strategia di spedizione. Decidi come consegnare i prodotti ai clienti.
- Sviluppa un piano di marketing. Stabilisci obiettivi di marketing e di vendita e scegli i tuoi canali pubblicitari.
Shopify è una delle migliori soluzioni per aprire un negozio online: permette di lanciare un ecommerce completo e dotato di tutte le funzioni più avanzate, senza la necessità di avere capacità di codifica o programmazione.
Quanto costa un ecommerce?
Aprire e gestire un ecommerce è sicuramente meno costoso che avviare un negozio fisico. I costi variano molto a seconda della modalità operativa, ovvero se decidi di fare tutto in autonomia o se ti affidi a professionisti.
Nel primo caso, dovrai acquistare un hosting, aprire il sito su una piattaforma ecommerce, creare le grafiche e progettare l'infrastruttura per ospitare il tuo sito di ecommerce. I costi possono variare molto a seconda delle tue scelte, e ovviamente saranno più elevati se deciderai di affidarti a un o una professionista.
Esiste però una terza opzione, cioè aprire un negozio online con una piattaforma completa e chiavi in mano come Shopify, che offre un servizio modulare con caratteristiche e costi variabili a seconda delle necessità (e dei guadagni) dell'ecommerce in questione.
Oltre alle spese di progettazione del sito, devi considerare anche i costi da sostenere per gli adempimenti legali e fiscali necessari per aprire un ecommerce, come l'apertura della partita IVA, l'iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell'INPS e il versamento dei contributi fissi, la registrazione alla Camera di Commercio e l'assolvimento dei restanti adempimenti legali per vendere online.
Tenendo conto di tutti questi elementi e riservando una parte del budget per le attività promozionali e di marketing del negozio online, puoi definire l'investimento richiesto e redigere un financial plan.
Quindi quanto costa aprire un sito ecommerce? L'investimento minimo iniziale può variare tra i 5.000 e i 15.000 €, ma esistono idee imprenditoriali a basso costo come il dropshipping o la vendita di prodotti digitali, che ti consentono di aprire un negozio online senza investire cifre consistenti fin da subito.
Modelli di ricavo ecommerce
Le aziende ecommerce possono guadagnare denaro attraverso vari metodi. Ecco cinque modelli di ricavo comuni utilizzati:
- Vendite. Questo modello coinvolge la vendita di prodotti o servizi per avere un profitto. È il metodo più ampiamente utilizzato dai brand online.
- Abbonamenti. I modelli di business basati sull’abbonamento offrono prodotti o servizi su base ricorrente, creando un flusso di reddito costante per le aziende DTC e B2B.
- Pubblicità. Spesso utilizzato da creator online e influencer, questo modello prevede un guadagno attraverso accordi promozionali.
- Affiliazione. I marketer affiliati guadagnano una commissione fornendo lead alle aziende.
- Commissione di transazione. Alcune aziende ecommerce guadagnano addebitando una commissione per servizi finanziari come l'elaborazione dei pagamenti.
I vantaggi dell’ecommerce
- Modalità di acquisto pratica per i consumatori
- Maggiore portata e accesso a nuovi mercati
- Personalizzazione e dati
- Costi di avviamento e operativi inferiori
Gestire un'attività ecommerce ha i suoi vantaggi. Questo modello di business non solo ti consente di avviare un'attività rapidamente, ma ti offre l'accesso a un bacino globale di potenziali clienti che cercano un modo pratico per comprare il tuo prodotto e interagire con il tuo brand.
Ecco quattro vantaggi dell’ecommerce:
Modalità di acquisto pratica per i consumatori
Un ecommerce permette ai clienti di acquistare ovunque si trovino, da qualsiasi dispositivo e in qualsiasi momento, senza la necessità di recarsi fisicamente in un negozio. I potenziali clienti possono conoscere il tuo brand più facilmente, anche da un altro Paese, e confrontare prodotti, funzionalità e prezzi in pochi minuti. Grazie alla grande varietà di opzioni di pagamento offerte dall'ecommerce, gli acquisti online sono ancora più pratici.
Maggiore portata e accesso a nuovi mercati
Un'attività ecommerce può raggiungere un pubblico più ampio rispetto a un singolo negozio fisico. Con un negozio ecommerce, le aziende possono vendere i loro prodotti a clienti internazionali senza necessariamente contare su una presenza fisica globale. I corrieri partner e le aziende di logistica sono il tuo punto di collegamento, portando gli ordini online in ogni parte del mondo.
Personalizzazione e dati
Anche se è difficile sostituirsi all’esperienza faccia a faccia dei punti vendita fisici, i negozi online hanno una marcia in più in merito alla personalizzazione del marketing. È possibile usare i dati dei clienti per personalizzare le strategie di marketing per ecommerce, creando esperienze su misura per ciascuna persona. Alcuni esempi sono i consigli personalizzati sui prodotti, le campagne di marketing mirate, i quiz per scoprire la taglia giusta e i programmi fedeltà.
I negozi online di solito hanno la possibilità di offrire diverse opzioni, come le varianti di colore o la personalizzazione dei prodotti. Le esperienze di acquisto personalizzate possono aiutare le attività a costruire legami più forti con la clientela e ad aumentare la fidelizzazione.
Costi di avviamento e operativi inferiori
Le attività ecommerce di solito devono affrontare costi di gestione inferiori rispetto ai negozi fisici tradizionali. È possibile gestire un'attività ecommerce da qualunque posto, compreso un home office. Alcuni modelli di business ecommerce, come il dropshipping o il print on demand non necessitano di un inventario e possono richiedere costi di avviamento e di gestione decisamente abbordabili.
Le sfide delle attività ecommerce
- Problemi di sicurezza
- Maggiore concorrenza
- Sfide legate a spedizione e logistica
- Resi e richieste al servizio clienti
Avere un'attività online ha i suoi vantaggi, ma comporta anche diverse sfide. Se hai intenzione di avviare un'attività ecommerce, preparati a questi eventuali ostacoli prima di procedere.
Problemi di sicurezza
Una delle sfide più grandi per gli ecommerce è la sicurezza. I clienti devono avere la certezza che le loro informazioni personali e finanziarie siano al sicuro quando effettuano acquisti online. Le attività ecommerce dovrebbero investire in gateway di pagamento sicuri e certificati SSL per proteggere i dati dei loro clienti. Tutti i piani Shopify includono queste funzionalità di sicurezza.
Maggiore concorrenza
L'ecommerce è un ambiente altamente competitivo, dove molte aziende si contendono gli stessi clienti. Le attività online devono differenziarsi dalla concorrenza offrendo prodotti unici, prezzi competitivi ed esperienze eccezionali per i clienti.
Sfide legate a spedizione e logistica
Chiunque sia titolare di un’attività ecommerce di successo sa che l’esperienza dei clienti con le spedizioni può decidere le sorti di un brand. I negozi online devono poter contare su sistemi di spedizione e logistica efficienti e affidabili per garantire che i prodotti vengano consegnati ai clienti in tempo e in buone condizioni.
Resi e richieste al servizio clienti
Per mantenersi competitivi, i brand di ecommerce devono poter contare su politiche di reso e sistemi di servizio clienti efficaci per gestire richieste e reclami dei clienti. Queste attività possono rivelarsi difficili, in particolare per le aziende che vendono articoli complessi o tecnici, o per le piccole attività che non hanno personale o possono contare su poche risorse.
Tendenze e statistiche dell'ecommerce
- Il social commerce è in crescita
- Lo shopping mobile è popolare
- I venditori stanno sfruttando l'AI
- I consumatori amano la personalizzazione
Rimanere al passo con le tendenze di acquisto relative all’ecommerce aiuterà la tua attività a rimanere competitiva e soddisfare le esigenze dei clienti in continua evoluzione. Ecco quattro tendenze dell’ecommerce a lungo termine da tenere monitorate:
1. Il social commerce è in crescita
Le interazioni social influenzano sempre più il comportamento di acquisto, rendendo le piattaforme social fondamentali per le vendite.
- Si stima che le vendite attraverso il social commerce a livello globale raggiungeranno quasi i 3.000 miliardi di dollari entro il 2026 (pagina in inglese).
- Coinvolgere i clienti in conversazioni significative sulle piattaforme social può costruire fiducia e rendere più probabile una vendita.
- Le piattaforme social sono i nuovi motori di ricerca, con Instagram, Facebook e Pinterest tra le principali piattaforme per la scoperta di prodotti.
2. Lo shopping mobile è popolare
Il passaggio verso i dispositivi mobili sta rimodellando il modo in cui i consumatori fanno acquisti online, sottolineando la necessità di esperienze di acquisto ottimizzate per mobile.
- Si prevede che il mobile commerce, o m-commerce, rappresenterà il 63% delle vendite ecommerce globali (pagina in inglese) entro il 2028.
- In Italia oltre il 42% degli acquisti online viene effettuato da dispositivi mobili, poco distante dal 51% a livello mondiale.
- Si stima che le entrate da mobile commerce raggiungeranno i 3.500 miliardi di dollari entro il 2028 (pagina in inglese).
3. I venditori stanno sfruttando l'AI
Il panorama dell'ecommerce è sempre in evoluzione, guidato da brand ecommerce innovativi che utilizzano nuove tecnologie come l'AI.
- L'adozione mainstream degli strumenti AI è prevista raddoppiare (pagina in inglese) entro il 2029.
- I brand ecommerce stanno sfruttando l'AI per comprendere il comportamento dei loro clienti e inviare annunci mirati. Le funzionalità AI di Shopify aiutano i venditori ad automatizzare il supporto clienti e scrivere descrizioni di prodotti.
- L’utilizzo e la popolarità degli agenti AI sono in crescita.
4. I consumatori amano la personalizzazione
Le esperienze di acquisto e comunicazione personalizzate influenzano la fidelizzazione e la soddisfazione degli acquirenti.
- In un sondaggio del 2025, il 26% dei consumatori (pagina in inglese) ha dichiarato che si allontanerebbe da un brand che non riesce a personalizzare l’esperienza d’acquisto.
- L’87% delle aziende intervistate (pagina in inglese) sta utilizzando esperienze personalizzate per i clienti.
Altre tendenze ecommerce emergenti
- Realtà aumentata: le esperienze di acquisto potenziate dall'AR stanno trasformando il modo in cui i consumatori interagiscono con i prodotti online.
- Opzioni di pagamento flessibili: il modello buy now pay later (BNPL) sta guadagnando popolarità tra i consumatori, offrendo pagamenti più flessibili.
- Privacy e sicurezza: funzionalità di privacy e sicurezza nelle piattaforme ecommerce sono sempre più fondamentali per gli utenti.
- Sostenibilità: i consumatori sono sempre più attratti da brand con pratiche aziendali sostenibili, influenzando come le aziende trattano produzione e logistica.
Quali sono i prodotti più venduti online su cui puntare?
I prodotti più venduti tramite ecommerce sono spesso di natura digitale (ecommerce diretto), come supporti per archiviazione dati, brani musicali, film, corsi online, software, consulenze.
Nel caso di ecommerce indiretto, ormai sono pochi i prodotti che non possono essere venduti online, ma sicuramente i prodotti migliori e più semplici sono quelli piccoli e leggeri, facili da spedire, difficilmente reperibili offline, o con caratteristiche standard che non necessitano quindi di essere provati/visionati dal vivo. Tra i migliori prodotti da vendere online con un ecommerce puoi trovare:
- Tappetini da yoga
- Cucce e trasportini per animali
- Utensili da cucina
- Ciglia finte
- Gioielli e articoli di bigiotteria
- Bottiglie di vino e accessori
- Zaini
- Prodotti per l'ufficio domestico
- Borracce termiche in acciaio
- Giochi da tavola
- Athleisure e abbigliamento da casa
- Sneakers in mesh
- Giocattoli
- Penne e matite
- Bottiglie decorative
- Libri cartacei o ebook
- Dischi e vinili
L'alternativa è il dropshipping (ovvero una tipologia di ecommerce in cui non possiedi fisicamente i prodotti, ma in cui ti avvali di un fornitore che li spedirà direttamente ai clienti).
Leggi anche: I 150+ migliori prodotti per dropshipping per guadagnare
10 consigli per gestire un ecommerce
- Non sottovalutare la parte finanziaria
- Progetta come trovare uno spazio sul mercato
- Scegli con cura i prodotti da vendere
- Definisci una strategia per i contenuti
- Rifletti a fondo sugli omaggi
- Organizza un contest (ma solo con un piano preciso)
- Non sprecare troppo tempo in attività di routine
- Conosci la tua clientela ideale
- Prepara un piano di marketing efficace
- Non cedere alle lusinghe delle società di pay per click
1. Non sottovalutare la parte finanziaria
Molte persone quando iniziano a gestire un ecommerce considerano la propria attività come un semplice hobby e non prestano la dovuta attenzione ad aspetti significativi come il margine di profitto.
Ad esempio, non necessariamente un settore con una domanda di mercato alta offre grandi prospettive dal punto di vista dei guadagni. Infatti, se il prezzo di vendita del prodotto è basso, potrebbe essere necessario concludere molte più vendite del previsto per ottenere un buon profitto.
Formula per calcolare il profitto
La matematica aziendale funziona in modo molto semplice. Questa è la formula per calcolare quanto può essere redditizia un'attività:
Profitto = Domanda x (Fatturato - Spese)
Per semplificare, facciamo un esempio. Supponiamo che 20.000 utenti siano alla ricerca di un determinato prodotto.
Ipotizzando di raggiungere anche solo la metà di tali utenti, i potenziali acquirenti sarebbero 10.000. Con un tasso di conversione dell'1-2%, si realizzerebbero tra le 100 e le 200 vendite. Con un valore medio dell'ordine (AOV) di 100 € e un margine di profitto netto del 30%, tali vendite si convertirebbero in 3.000-6.000 € di profitto. Naturalmente si tratta di stime approssimative. Tuttavia, sono previsioni che vanno effettuate per qualsiasi settore.
Nella gestione di un ecommerce, tralasciare questo tipo di calcoli può costare caro. Anche quando il valore medio dell'ordine è molto alto, è sempre necessario considerare i costi. Per tenere tutto sotto controllo e preventivare costi e incassi in modo realistico, è fondamentale scrivere un business plan.
2. Progetta come trovare uno spazio sul mercato
Spesso, chi è neofita degli ecommerce predilige il modello del dropshipping. Ciò significa trovarsi a competere con centinaia di merchant che offrono al pubblico gli stessi prodotti.
Il rischio è quello di non riuscire a differenziarsi dagli altri. Il tuo negozio potrebbe faticare a risaltare e non fornire alcun valore aggiunto. Per non parlare dell'inevitabile concorrenza dei colossi come Amazon.
Informati sulla concorrenza
Un errore molto comune è quello di buttarsi a capofitto in un'attività, pensando di aver individuato un buon settore, senza effettuare un'analisi strategica preliminare, senza studiare i competitor e senza cercare informazioni sulla situazione del mercato.
Per il settore che hai scelto, potrebbe essere già presente sul mercato un'azienda imbattibile, con centinaia di recensioni, che sa come aumentare i follower su Instagram e sugli altri social, come creare un blog di successo e avere una grande copertura mediatica. Se non sei in grado di reggere il confronto, rischi di non riuscire ad avere il successo che speri di ottenere.
Punta sui contenuti informativi
Talvolta, lo spazio sul mercato esiste perché, anche se il prodotto è già offerto da altri, mancano i contenuti informativi. Approfittando di questa opportunità e facendo le dovute ricerche, puoi gestire un ecommerce con successo rendendolo una risorsa informativa importante per il pubblico.
Naturalmente le informazioni potrebbero essere disponibili anche altrove, ma in questo tipo di operazione è fondamentale seguire le best practice per la SEO. La Search Engine Optimization permette di migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca comparendo in alto nella SERP, per generare traffico anche in settori molto competitivi e fare lead generation.
Puntare sui contenuti informativi è la soluzione più semplice per ritagliarsi uno spazio sul mercato, e non richiede investimenti considerevoli. Inoltre, questa soluzione permette alla tua azienda di dimostrare il proprio valore non solo attraverso i prodotti e i clienti, ma anche tramite i contenuti.
3. Scegli con cura i prodotti da vendere
Spesso, nel tentativo di incrementare le entrate di un negozio ecommerce, studiando cosa vendere online, molte persone tendono ad ampliare eccessivamente la gamma di prodotti. In questo modo aumenta il rischio di essere dispersivi, creando un assortimento di prodotti disomogenei o, peggio ancora, inadatti al proprio brand.
In questi casi, le vendite provenienti dal traffico a pagamento possono non risentirne direttamente; ma diventa difficile rivolgersi a un target specifico o riuscire a incrementare la visibilità tra i risultati di ricerca organici.
Questo è un errore legato più al branding che all'investimento in sé. Eppure, le scelte sulla brand strategy sono tanto importanti quanto quelle sugli investimenti. In fin dei conti, è la forza del brand a determinare il valore di un'impresa.
4. Definisci una strategia per i contenuti
Tralasciare quasi completamente il content marketing è un altro errore che in molti commettono nella gestione di un ecommerce, con la conseguenza di rendere difficile l'incremento del traffico proveniente dai risultati di ricerca e dai social media.
Scrivere contenuti non è semplice, ma è importante cercare di suscitare interesse nel pubblico. Per farlo, è bene riflettere sui punti di forza dei prodotti, su ciò che li distingue da tutti gli altri e spiegare chiaramente come sono in grado di risolvere uno o più problemi.
In realtà, la chiave è fare content marketing incentrato sui clienti e non sul prodotto.
Si può dedurre che le borse ecologiche probabilmente interessano alle persone attente all'ambiente. Oppure potrebbe trattarsi di persone che mangiano sano, si allenano e praticano yoga, pensando al proprio benessere. Queste sono tutte intuizioni iniziali, ma un po' di ricerca potrà confermarle.
Costruire la propria strategia di content marketing concentrandosi su una buyer persona, anziché un prodotto, potrà fornirti molti più argomenti su cui scrivere per relazionarti con il pubblico.
5. Rifletti a fondo sugli omaggi
Alcune aziende che offrono prodotti in omaggio hanno molto successo. Omaggi, operazioni a premi e offerte possono essere un modo efficace per commercializzare i prodotti, ma non sono adatti a ogni settore. I campioni omaggio di solito funzionano nel caso di articoli deperibili o consumabili, come i prodotti per la cura della pelle, gli alimenti o gli integratori. Al contrario, è difficile che questo meccanismo funzioni per tutti gli altri prodotti, anche se si tratta di qualcosa che le persone potrebbero tornare ad acquistare, come un capo d'abbigliamento.
In realtà, i campioni omaggio non sono espedienti per promuovere le vendite, ma per contribuire alla definizione della brand identity.
6. Organizza un contest (ma solo con un piano preciso)
Quando si gestisce un ecommerce, è normale cercare sempre nuovi metodi per commercializzare la propria attività. Uno di questi metodi è organizzare dei contest, magari con l'aiuto di blogger o attraverso l'influencer marketing, per ottenere link e condivisioni sui social, nuovi follower e accrescere la propria mailing list.
Se in cambio di un premio riuscissi a raddoppiare o triplicare i follower, il contest potrebbe rivelarsi un vero successo.
Ma attenzione: questo successo potrebbe essere temporaneo o apparente. Soprattutto se non hai pianificato la creazione di contenuti per continuare a coltivare il rapporto con il tuo pubblico.
Il trucco con i social media è coinvolgere i tuoi follower sin dall'inizio:
- cerca contenuti da condividere ogni giorno
- pubblica con regolarità
- stabilisci un piano editoriale
- avvia delle conversazioni e dai informazioni utili.
Insomma, devi assicurarti di avere un piano preciso da applicare anche in seguito perché potrebbe rivelarsi molto più importante del contest stesso.
7. Non sprecare troppo tempo in attività di routine
In economia, esiste un concetto noto come "costo opportunità". Essenzialmente, quando scegli di perseguire un'opportunità, non hai più il tempo per sfruttarne altre. Perciò, il costo di un'opportunità è in realtà il mancato sfruttamento di queste ultime.
Chi parte in bootstrapping con il proprio ecommerce, probabilmente ha seguito tutto in prima persona: dal sito web, alle attività di marketing, le descrizioni di prodotto e i prodotti stessi.
Fare tutto da soli è fantastico, ma è anche molto dispendioso in termini di gestione del tempo. Tempo che potrebbe essere utilizzato per pensare a nuove idee aziendali, o per fare networking. In ogni caso, il time management è fondamentale per non perdere di vista gli obiettivi.
Attività di routine necessarie e non necessarie
Le attività di routine possono essere di due tipi: necessarie e non necessarie.
Per quanto riguarda le attività di routine necessarie, una buona strategia è quella di cercare di automatizzarle il più possibile. Questo ha un costo che però generalmente vale la pena di sostenere. Inoltre, non è difficile trovare persone disposte a svolgere volentieri gli incarichi di ordinaria amministrazione, come il caricamento dell'inventario o l'inserimento dei dati. Esistono gli assistenti virtuali per questo, che, per una somma ragionevole, possono alleggerire il carico di lavoro.
Invece, per quanto riguarda le attività di routine non necessarie, bisognerebbe cercare di eliminarle tutte, specialmente nella fase iniziale. Si tratta di attività superflue, come soffermarsi troppo a lungo a perfezionare il logo del sito, porsi dubbi sul colore di un pulsante o su qualche altro aspetto marginale.
È vero che alcuni di questi aspetti possono anche avere un effetto positivo sulle conversioni. Ma per saperlo è necessario avere visitatori e vendite sufficienti per condurre dei test A/B. Non è utile quindi soffermarsi troppo su questi dettagli nelle prime fasi dell'attività.
8. Conosci la tua clientela ideale
Tralasciare di definire la propria clientela ideale è un errore molto frequente per chi inizia a gestire un ecommerce.
Idealmente, la gestione di un ecommerce richiede una ricerca in due fasi: trovare un prodotto da vendere e conoscere i clienti. Se conosci già i clienti, non ti risulterà difficile individuare il prodotto giusto per loro. Viceversa, è molto difficile trovare dei clienti per un prodotto prestabilito.
Un aspetto fondamentale quando cerchi un settore in cui operare è quello di analizzare cifre e dati. Ma un altro passaggio cruciale è definire la tua clientela ideale creando una buyer persona.
Anche se per il tuo settore esiste una domanda sufficiente e una buona selezione di prodotti, non conoscere la tua clientela ideale renderà tutto più difficile. Ogni settore racchiude a sua volta un altro mercato di nicchia. Più sarai in grado di definire il tuo mercato di riferimento in modo chiaro, più comprenderai le esigenze dei tuoi clienti.
Suggerimento per i mercati di riferimento indefiniti
Immagina di vendere apparecchiature elettroniche destinate a tre diverse fasce di utenti: principianti, persone con conoscenze intermedie ed esperti. Quando il target è così ampio, non è semplice elaborare una strategia mirata. Una buona soluzione è quella di concentrarsi su un solo tipo per volta. In questo modo potresti entrare davvero in sintonia con i clienti e troveresti più facilmente gli influencer giusti per promuovere la tua attività.
9. Prepara un piano di marketing efficace
Quando conosci i tuoi clienti, impostare strategie di marketing è piuttosto semplice.
Ma se non conosci questi aspetti, creare un piano di marketing efficace è una vera impresa. L'errore che rischi di commettere è agire senza un progetto preciso, seguendo direzioni sempre diverse.
Ogni negozio di ecommerce dovrebbe avere un piano di marketing completo, che copra ogni aspetto fondamentale.
Alcuni canali risulteranno più efficaci di altri; alcune aziende avranno più risultati con la pubblicità pay per click (PPC), mentre altre avranno più successo con la SEO o con il social media marketing; anche l'email marketing è un canale di vendita costante.
Qualunque sia il piano, è necessario attuarlo fin da subito. Strada facendo si presenteranno nuove opportunità, ma avere delle fondamenta solide ti permetterà di realizzare una strategia di growth hacking vincente.
10. Non cedere alle lusinghe delle società di pay per click
Quando un'attività è agli inizi, è facile vedere ogni servizio e software come la risposta miracolosa ai propri problemi.
Le società di PPC hanno due metodi di pagamento:
- richiedono una commissione e in più applicano un importo fisso alle inserzioni
- non prevedono limiti di spesa per le inserzioni, ma otterranno una percentuale dei ricavi.
Nel primo caso le piccole imprese investono capitale nel pagamento del servizio, senza ottenere molto in cambio. Con il secondo schema è necessario disporre di un budget elevato per iniziare.
Anche una buona società potrebbe non generare vendite semplicemente perché il settore non si presta bene a quel tipo di pubblicità. Questo è un aspetto da tenere bene a mente soprattutto se firmi un contratto che ha una certa durata e che comporta spese pur in assenza di vendite.
Se vendi in dropshipping, i margini di guadagno potrebbero non essere sufficienti per utilizzare questa soluzione. Invece, se i margini sono molto alti, potresti considerare di percorrere questa strada.
Tutto pronto per accettare la sfida dell’ecommerce?
L'avvio e la gestione di un ecommerce richiedono una pianificazione attenta, una solida comprensione del mercato di riferimento e un impegno costante.
La value proposition è certamente alla base del successo di uno store online ma tutti gli elementi che hai visto contribuiscono al successo di un progetto di questo tipo.
Dalla scelta della piattaforma all'ottimizzazione del sito web, dalla gestione dell'inventario alla promozione online, i proprietari di ecommerce devono affrontare sfide complesse. Ma con la giusta strategia, tanta perseveranza e flessibilità alle variazioni del mercato, puoi costruire un business online di successo e aumentare i tuoi margini di profitto.
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Ecommerce: domande frequenti
Cos'è l'ecommerce?
L'ecommerce, abbreviazione di "commercio elettronico", si riferisce alla compravendita di beni e servizi su internet. Riguarda la transazione tra due parti, di solito un'azienda e un consumatore, dove il pagamento e la fornitura di prodotti o servizi avviene online.
L'ecommerce può avere diverse modalità, come lo shopping online, i download digitali, gli abbonamenti online e la vendita di biglietti online. Ha rivoluzionato il modo in cui le persone svolgono attività commerciali ed è diventata una modalità di acquisto sempre più popolare per via della sua praticità e accessibilità.
Quali sono i 3 tipi di ecommerce?
I tipi di attività ecommerce principali sono tre:
- Direct to consumer (DTC) - azienda che vende merce direttamente a un consumatore finale tramite l'ecommerce. Alcuni brand di ecommerce DTC hanno anche un negozio fisico.
- Business to business (B2B) - azienda che vende prodotti o servizi ad altre aziende. Per esempio, uno studio contabile potrebbe vendere servizi e consulenze online alle piccole attività.
- Consumer to consumer (C2C) - privati che vendono articoli l'uno all'altro, come nei mercatini dell'usato locali. Questo metodo è molto utilizzato anche dai brand di creator individuali.
Qual è un esempio di ecommerce?
Un esempio di ecommerce è lo shopping online, dove i consumatori acquistano prodotti o servizi online tramite un sito web B2C o un marketplace online. L'ecommerce dà ai visitatori la possibilità di esplorare una vasta gamma di prodotti, di selezionare e confrontare prezzi e funzionalità e di effettuare acquisti in modo sicuro attraverso metodi di pagamento diversi. Il mobile commerce è a sua volta un esempio di ecommerce: i clienti acquistano online utilizzando uno smartphone per trovare prodotti e pagare online.
L'ecommerce può avere diverse forme e modalità di transazione, tra cui:
- Vendite online al dettaglio di prodotti fisici o digitali
- Transazioni all'ingrosso
- Dropshipping
- Crowdfunding
- Prodotti e servizi su abbonamento
- Licenze su servizi e software
- Commissioni di transazione
Cos'è un sito di ecommerce?
Un sito ecommerce è un negozio online che consente alle aziende di vendere prodotti o servizi ai clienti su internet. È possibile sviluppare siti ecommerce per vendere prodotti fisici o digitali, oppure servizi. In genere includono funzionalità come cataloghi di prodotti, informazioni sui prezzi, recensioni dei clienti, monitoraggio degli ordini, account dei clienti e sistemi di elaborazione dei pagamenti.
Chi ha intenzione di avviare un'attività ecommerce non deve avere necessariamente un sito ecommerce. I marketplace online e le piattaforme di social selling sono alternative ai siti web a sé stanti. Queste soluzioni potrebbero essere ideali per gli imprenditori alle prime armi che vogliono attrarre la clientela verso una nuova attività online. Il piano Shopify Basic è un ottimo modo per muovere i primi passi nell'ecommerce senza dovere costruire da zero un negozio online completo.





